
Mi voglio togliere quest’altro sassolino dalla scarpa! Ecco, ieri stavo leggendo l’ennesimo articolo su come affrontare il caldo: bere molta acqua, evitare di uscire nelle ore di punta, mangiare cibi leggeri. Al che mi sono chiesta: ma solo io trovo questi articoli OFFENSIVI?
Sì, perché vi è quest’idea che il lettore comune sia un ebete! Ed è proprio questo il punto. Tempo fa una mia amica mi consigliò di leggere un libro. «È un libro bellissimo, vedrai, ne parlano tutti!» Io in genere diffido sempre dei «libri di cui tutti parlano», ma mi lasciai convincere. Presi questo libro, lessi le prima pagina e provai… un senso di SBALORDIMENTO. Perché sembrava scritto da uno di quinta elementare! Ricordate quando alle elementari la maestra vi chiedeva di scrivere dei «pensierini»?
Pensierini e frasi ad effetto creati ad hoc per manipolare e stupire, ma certamente non per far pensare: ecco a cosa si è ridotta la cultura, l’informazione! Oggi una frase che contiene un avverbio o qualche aggettivo è considerata troppo «difficile». Ma il punto è che a forza di semplificare, e semplificare e ancora semplificare non stiamo rinunciando soltanto alla complessità dell’arte, alla complessità della letteratura, stiamo proprio rinunciando alla cosa più basilare di tutte: la capacità di ragionare.
Poco tempo fa scrissi: «il pensiero viene continuamente snobbato in una società che ha fatto dell’IGNORANZA un vanto, e del cinismo uno stile di vita, e che va in visibilio davanti alle affermazioni di una Giulia De Lellis qualunque.» Al che alcuni mi accusarono di aver scritto un post anti femminista. Già, peccato che il soggetto della frase fosse la «società» e non «Giulia De Lellis». In troppi ormai non sanno neanche più riconoscere il soggetto di una frase! E allora forse, ma dico forse, è il caso di tornare a dare respiro ai nostri pensieri. Ma in ogni caso prima di lavorare sull’intelligenza artificiale, perché non facciamo qualcosa per la stupidità naturale?