
Ve la RICORDATE anche voi? «Ritornava una rondine al tetto: l’uccisero. Cadde tra i spini; ella aveva nel becco un insetto: la cena de’ suoi rondinini». Il X agosto continua ad emozionare milioni di persone, perché qui, in questi versi, c’è una delle cose più strazianti e potenti mai scritte.
La storia la conoscete tutti: è la notte di San Lorenzo, e una rondine torna nel nido. Sta tornando e porta nel becco un insetto: «la cena de’ suoi rondinini». Ma poi qualcuno la uccide. Cade tra i rovi, mentre i suoi piccoli continuano ad aspettarla. E Pascoli non dice altro. Non ne ha bisogno. Perché subito dopo scrive: «Anche un uomo tornava al suo nido; l’uccisero e disse: Perdono! E restò negli aperti occhi un grido: portava due bambole in dono».
Ecco, quell’uomo era Ruggero Pascoli, assassinato a tradimento mentre tornava a casa. «E restò negli aperti occhi un grido: portava due bambole in dono…» E questo verso è il momento più straziante di tutta la poesia. Non l’uccisione. Ma le due bambole. Perché in quelle due bambole c’è TUTTO ciò che non è potuto accadere. Ci sono due bambini che aspettavano il padre. Ci sono le sue mani che avrebbero dovuto consegnare quei regali. C’è un uomo che stava tornando a casa e che, invece, non è mai arrivato.
Pascoli non può riportare in vita suo padre. Ma può impedirci di dimenticarlo. E impedire al TEMPO di cancellare chi aveva amato. Ecco la cosa straordinaria! Oggi invece non si ricordano più le cose e neanche le persone. Tutto scivola. Un video, un’idea, un’emozione: consumate e dimenticate nel giro di pochi secondi. Ma tutto ciò che è importante nella vita non scorre: RESTA.
Ruggero Pascoli è morto nel 1867. Ma oggi, più di un secolo dopo, noi sappiamo ancora che un uomo tornava a casa con due bambole in dono. Ecco perché questa poesia continua a commuoverci a distanza di secoli: perché prende un istante che dovrebbe essere finito per SEMPRE e lo rende eterno. E sì, in un mondo che ci vuole sempre più asserviti ricordare è l’unica cosa che fa la differenza.