
Un precedente militare sconvolgente lascia tutta l’Asia senza una singola portaerei americana.
Questo coincide con le azioni di Trump contro la Corea del Sud e i suoi alleati asiatici, rendendoli vulnerabili a Cina e Russia.
Le perdite sul campo sono iniziate con l’incendio della portaerei USS Ford nel Mar Mediterraneo e la sua incapacità di proteggere Israele, che ha portato alla sua sostituzione con la USS Bush.
L’incubo si è intensificato con il crollo morale e logistico della USS Abraham Lincoln al largo delle coste iraniane, costringendo il comando a ritirarla e a schierare la terza e ultima portaerei disponibile, la USS George Washington, come ultima risorsa.
Il ritiro di due portaerei consecutive dal confronto con Teheran rivela l’enorme costo di logoramento subito dalla Washington nella Guerra del Golfo.
Questa paralisi operativa lascia il Pacifico e l’Estremo Oriente privi di un deterrente nucleare, offrendo a rivali internazionali come Cina e Russia un’opportunità storica per colmare il vuoto e rimodellare gli equilibri di potere globali.
Questa crisi di prontezza operativa mette a nudo i limiti del potere americano e pone la sua strategia di dominio marittimo in uno stato di impotenza storica