
E siamo a quattro!
Dopo Germania, Svizzera e Austria, adesso pure la Finlandia si prepara a rimandare in Italia i richiedenti asilo di competenza italiana.
La ministra dell’Interno finlandese Mari Rantanen ha annunciato che “i trasferimenti sono attualmente in fase di preparazione”.
Siamo al capolavoro.
Quattro Paesi europei hanno preso sul serio lo slogan preferito della destra italiana: “Rimandiamoli indietro”.
Solo che devono aver capito male il soggetto.
Per anni Salvini e Meloni hanno promesso agli italiani navi, blocchi, espulsioni, frontiere invalicabili e deportazioni così efficienti che sembrava dovessero installare un nastro trasportatore direttamente a Lampedusa.
Poi sono arrivati al governo. E il nastro trasportatore l’ha montato l’Europa.
Direzione: Italia.
Il famoso pugno di ferro sull’immigrazione, alla fine, è arrivato davvero.
Solo che Giorgia Meloni deve aver dimenticato di specificare un dettaglio nel contratto: chi doveva dare il pugno a chi.
Perché mentre qui per anni ci raccontavano che l’Italia avrebbe fatto tremare l’Europa, oggi l’Europa sta bussando alla porta dell’Italia con la ricevuta di ritorno in mano.
“Buongiorno, signora Meloni. C’è da firmare”.
E pensare alle migliaia di commenti sotto i suoi video:
“Brava Giorgia!”, “finalmente qualcuno che li rimanda indietro!”.
Cari destropitechi, eccoci.
Desiderio esaudito.
Li stanno rimandando indietro.
Da nord, da est, da ovest. Tra un po’ pure da Babbo Natale direttamente dalla Lapponia.
Solo che “indietro”, in questo caso, significa a “casa nostra”.
Brava Giorgia