
E se fosse possibile distruggere un tumore al seno semplicemente congelandolo, senza bisturi, incisioni o cicatrici evidenti? ![]()
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È proprio questo il principio della crioablazione, una tecnica che utilizza temperature estremamente basse per distruggere il tessuto tumorale. Nei tumori di piccole dimensioni, i risultati osservati negli studi sono stati molto promettenti.
Ecco come funziona. Sotto guida ecografica, il medico introduce attraverso la pelle una sottile sonda, simile a un ago, fino a raggiungere direttamente il tumore. La sonda genera quindi un freddo molto intenso, mediante gas refrigeranti, portando il tessuto a temperature estremamente basse.
Intorno alla massa si forma una sorta di “sfera di ghiaccio” che ingloba il tumore. Grazie all’ecografia, il medico può controllarne in tempo reale l’estensione e verificare che l’intera area da trattare venga raggiunta. ![]()
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Il congelamento viene eseguito in più cicli: congelamento, scongelamento e nuovo congelamento. È questo processo a danneggiare le cellule tumorali.
I cristalli di ghiaccio alterano le membrane cellulari, il flusso di sangue verso il tessuto si riduce e le cellule trattate vanno incontro a morte. Nelle settimane e nei mesi successivi, l’organismo elimina progressivamente il tessuto distrutto, che può ridursi fino a non essere più visibile agli esami di controllo.
È però importante chiarire correttamente il significato dei risultati vicini al 100%. In alcuni studi, la crioablazione ha ottenuto la distruzione completa del tumore nella quasi totalità delle lesioni più piccole, in particolare in quelle con diametro inferiore a un centimetro.
La tecnica sembra funzionare meglio nei tumori in fase iniziale, di piccole dimensioni, ben delimitati e con caratteristiche biologiche favorevoli. L’efficacia può diminuire all’aumentare delle dimensioni della massa. Non rappresenta quindi una cura universale né un trattamento adatto a ogni tipo di tumore al seno. ![]()
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I potenziali vantaggi, tuttavia, sono notevoli. La procedura è minimamente invasiva, può essere eseguita in alcuni casi in regime ambulatoriale e con anestesia locale, e generalmente lascia cicatrici minime.
Molte pazienti riferiscono un elevato grado di soddisfazione. È inoltre allo studio un possibile effetto immunologico: la distruzione delle cellule tumorali potrebbe aiutare il sistema immunitario a riconoscere meglio il tumore, anche se questo potenziale beneficio non è ancora sufficientemente dimostrato per essere considerato un effetto terapeutico certo. ![]()
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Per pazienti accuratamente selezionate, la crioablazione potrebbe in futuro rappresentare un’alternativa alla chirurgia tradizionale. La scelta deve però essere effettuata da un’équipe specialistica, valutando il tipo di tumore, le sue dimensioni, la posizione, le caratteristiche biologiche e le condizioni generali della paziente.