
In Minnesota, gli agenti dell’ICE hanno preso in custodia un bambino di cinque anni, Liam Conejo Ramos, e il suo papà.
Stavano tornando dall’asilo e, a quanto pare, li hanno portati in un centro di detenzione in Texas.
Il Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti sostiene che il padre sarebbe “fuggito a piedi quando ha visto avvicinarsi gli agenti dell’ICE” e che, “per la sicurezza del bimbo”, uno di loro sarebbe rimasto insieme a Liam, mentre gli altri hanno arrestato Conejo Aria.
Peccato che, secondo le dichiarazioni dei funzionari del distretto scolastico, dopo aver trattenuto il padre, gli agenti dell’ICE hanno chiesto a Liam di bussare alla porta di casa per vedere se ci fossero altre persone all’interno della casa. Hanno quindi usato un bambino di cinque anni come esca.
Il Washington Post riporta che un altro adulto che vive nell’abitazione dei Conejos, e che al momento si trovava all’esterno, avrebbe implorato l’ICE di lasciare il bimbo con lui.
Gli agenti si sarebbero rifiutati e lo hanno portato via.
Il fratello del piccolo di cinque anni, che frequenta la scuola media, è arrivato a casa 20 minuti dopo, scoprendo che Liam e il suo papà non c’erano più.
La tecnica dell’arresto dei genitori mentre accompagnano o vanno a prendere i figli a scuola è usualmente utilizzata dall’ICE ed è stato documentato l’uso di gas lacrimogeni e granate stordenti nei pressi di veicoli con bambini a bordo.
In Minnesota, in gennaio, i bambini trattenuti in detenzione dall’ICE sono già almeno quattro, tra cui Liam.
Questa è l’America di Trump.
Chi sminuisce, chi finge di non vedere il disegno autoritario dell’attuale amministrazione statunitense, chi parla di eccessi o casi isolati, ne è complice e deve vergognarsi ogni volta che parla di valori Occidentali.
Perché arrestare un bimbo di cinque anni non ha nulla a che fare con la democrazia.