
Nel 2006 Mel Gibson attraversava uno dei momenti più controversi della sua carriera.
La sua immagine pubblica era seriamente compromessa e molti si chiedevano se Hollywood gli avrebbe ancora affidato un grande progetto.
La risposta di Gibson fu tutt’altro che prudente.
Decise di dirigere Apocalypto, un film epico ambientato nel mondo maya precolombiano, scritto insieme a Farhad Safinia e costruito come un inseguimento ad altissima tensione.
Non scelse star internazionali per attirare il pubblico.
Il cast era composto in gran parte da interpreti indigeni e da volti poco conosciuti. I dialoghi furono recitati in maya yucateco, obbligando il grande pubblico a seguire la storia attraverso i sottotitoli.
Anche le riprese furono impegnative.
Il film venne realizzato in Messico, tra la foresta di Catemaco e altre località dello stato di Veracruz, ricreando villaggi, templi e una città monumentale.
Era una scommessa insolita per una produzione destinata alle sale internazionali: nessuna lingua inglese, nessun protagonista hollywoodiano e una storia estremamente fisica, sostenuta quasi interamente dalle immagini.
Apocalypto arrivò nei cinema nel dicembre del 2006.
Il film colpì il pubblico per il ritmo, la fotografia e la forza delle scene d’azione. Allo stesso tempo, provocò forti discussioni per la rappresentazione della civiltà maya.
Storici, archeologi e attivisti indigeni contestarono diverse libertà narrative e l’enfasi sulla violenza e sui sacrifici umani. Gibson stesso precisò che l’opera non doveva essere considerata un documentario storico.
Proprio questa contraddizione continua a rendere Apocalypto un film discusso.
Da una parte è un’avventura cinematografica tecnicamente ambiziosa, recitata in una lingua rarissima nel cinema commerciale e affidata a interpreti lontani dal tradizionale sistema delle star.
Dall’altra è una ricostruzione che mescola epoche e fatti diversi per aumentare l’impatto drammatico.
Hollywood sembrava voltare le spalle a Mel Gibson.
Lui rispose rischiando tutto con un progetto che, ancora oggi, continua a dividere e affascinare il pubblico