
I nostri nazionalisti, dimenticando che il nazionalismo è nazionalismo, esultano per il risultato elettorale di un partito dove la leader è sposata civilmente con un’immigrata indiana, ha due figli in adozione e vive in Svizzera.
I nostri nazinalisti non hanno studiato la storia e non sanno fare 2+2 .
Adesso che la Sassonia, uno dei 12 stati federati del territorio tedesco , con una superficie di 18400 km² (appena più grande del Lazio) ed una popolazione di 4 milioni di abitanti, è diventata caposaldo di estrema destra, nazi, etc, molto probabilmente torneranno in voga vecchi modi di fare.
Tornando indietro nel tempo agli anni 50 e 60 , gli italiani sono stati:
“Per i nazionalisti tedeschi in Germania siamo stati i Gastarbeiter, i lavoratori immigrati, gli Spaghettifresser.
Quelli descritti come disordinati, infantili, focosi, donnaioli. In alcuni locali comparivano perfino cartelli che vietavano l’ingresso agli italiani.
Eravamo noi i terroni arrivati da fuori.
“Walsch” è stato usato come termine dispregiativo per gli italiani nell’area tirolese e ancora recentemente “Dreckwalscher”, più o meno «italiano di merda», è stato rivolto a un ragazzo italofono durante un violentissimo pestaggio in Alto Adige.
Per i nazionalisti francesi eravamo i macaronis, i ritals, quelli accusati di rubare il lavoro ai francesi e di accettare salari troppo bassi. Ad Aigues-Mortes la caccia agli immigrati italiani finì con operai italiani ammazzati e decine di feriti.
Per i nazionalisti austriaci gli immigrati italiani venivano descritti come sporchi, rumorosi, pigri, inclini al coltello. Si denunciava la Verwelschung, l’italianizzazione del territorio, e qualcuno parlava addirittura dell’inondazione del Paese da parte degli italiani.
Vi ricorda qualcosa?
Invasione.
Ci rubano il lavoro.
Sono sporchi.
Sono violenti.
Non sono come noi.
Stanno cambiando il nostro Paese.”
Ignoranti si nasce ma è una scelta personale continuare ad esserlo.