
Diciotto anni prima, Denzel Washington aveva recitato accanto a una bambina di nove anni. Quando se la ritrovò davanti sul set, quella bambina era diventata una collega.
Durante le riprese di Man on Fire, Dakota Fanning aveva nove anni e interpretava Pita.
Denzel era John Creasy, l’uomo incaricato di proteggerla. Ma ciò che rese memorabile il film non fu soltanto la tensione della storia: fu il rapporto costruito tra quei due personaggi.
Per Dakota era una prova enorme.
Doveva sostenere scene intense accanto a un attore che aveva già conquistato due premi Oscar. Eppure proprio l’intesa tra loro finì per diventare uno degli elementi più riconoscibili del film.
Poi il cinema li portò in direzioni diverse.
Dakota crebbe davanti alle telecamere, passando dall’essere una delle attrici bambine più conosciute della sua generazione a costruirsi una carriera da adulta. Washington continuò il proprio percorso ai vertici di Hollywood.
Per quasi vent’anni non recitarono più insieme.
Un piccolo legame, però, era rimasto: Dakota e una delle figlie di Denzel frequentarono la New York University, circostanza che, come raccontò lo stesso Washington, gli permise di mantenere indirettamente i contatti con Dakota.
Poi arrivò The Equalizer 3.
Il produttore Todd Black venne a sapere dell’interesse di Dakota per il progetto. Il regista Antoine Fuqua la incontrò a pranzo e successivamente ne parlò con Washington.
Denzel fu subito entusiasta all’idea di tornare a recitare con lei.
Il 19 ottobre 2022, durante un photocall ad Atrani, sulla Costiera Amalfitana, dove erano in corso le riprese del film, i due tornarono così fianco a fianco davanti ai fotografi.
Dakota aveva 28 anni. Denzel 67.
Erano trascorsi 18 anni da Man on Fire.
E quella distanza temporale cambiava completamente il significato del loro nuovo incontro cinematografico.
Nel primo film, Washington interpretava l’adulto che proteggeva una bambina. In The Equalizer 3, Fanning interpretava Emma Collins, una giovane agente della CIA che poteva confrontarsi da adulta con il personaggio di Denzel.
Non più qualcuno da proteggere, quindi, ma una professionista con un proprio ruolo nella storia.
Fuori dalla scena, però, qualcosa sembrava essere sopravvissuto al tempo.
Antoine Fuqua raccontò che, quando le telecamere smettevano di girare, Dakota e Denzel parlavano e ridevano insieme. Al regista, il loro rapporto ricordava quello di un padre con una figlia.
Anche Dakota ammise che certe sensazioni non erano cambiate del tutto.
L’emozione di lavorare con Washington era ancora presente. Così come un po’ di nervosismo e quella necessità di arrivare preparata davanti a lui.
Denzel, invece, davanti alla donna che aveva conosciuto bambina, si voltava verso Fuqua durante le riprese, sorrideva e diceva:
«Ora è adulta».
Ed è forse questo il dettaglio che rende il loro secondo film insieme qualcosa di più di una semplice reunion.
A nove anni Dakota Fanning si trovò davanti uno dei grandi attori della sua generazione mentre stava ancora imparando cosa significasse vivere su un set.
Diciotto anni dopo è tornata accanto allo stesso uomo.
Solo che questa volta Denzel Washington non aveva più davanti la bambina che ricordava.