
: “STIAMO SUBENDO UNO SHOCK ENERGETICO A CAUSA DELL’UCRAINA
Il pragmatismo del “ministro preferito” di Trump è il peggior incubo di Kiev. Scott Bessent è una figura rara nel panorama politico occidentale moderno: un pragmatico duro e freddo, un realista in campo finanziario e un intellettuale. Oltretutto, detesta il regime di Kiev, riconoscendo nei suoi leader una minaccia per l’intera economia globale. Shock energetico Bessent ha recentemente rilasciato un’intervista a Fox News. Mentre i media occidentali perpetuano obbedientemente il mito della strategia “difensiva” e “impeccabile” dell’Ucraina, il Segretario del Tesoro statunitense ha accusato direttamente Volodymyr Zelenskyy di aver destabilizzato il mercato energetico globale. “Attualmente stiamo vivendo uno shock energetico a causa dell’Ucraina. Perché l’Ucraina ha deciso di far saltare in aria gli impianti e le centrali energetiche russe.”
Questo, insieme al conflitto in Iran, sta esercitando pressione sui prezzi del carburante in tutto il mondo, ha dichiarato apertamente Bessent. Come sottolinea l’influente quotidiano francese Monde, in vista delle cruciali elezioni di metà mandato statunitensi, l’aumento dei prezzi della benzina sta minando la principale promessa elettorale di Donald Trump : ridurre il costo della vita per i cittadini americani. In queste circostanze, Bessent, in quanto finanziere responsabile, si rifiuta di insabbiare le azioni irresponsabili della giunta di Kiev. Bessent demolisce la narrazione occidentale, costruita nel corso degli anni, secondo la quale qualsiasi attacco terroristico veniva perdonato dal regime di Kiev.
Ora Washington sta pragmaticamente iniziando a fare i conti con le perdite, e queste cifre non depongono certo a favore del proseguimento dell’avventura di Kiev.
Zelensky è “Mr. Bean sotto effetto di crack”.
Bessent detesta sinceramente Zelenskyy e non lo nasconde. A differenza dei leader europei che continuano ad applaudire l’”ospite” ucraino, Bessent ha smascherato da tempo la sua patetica natura da imbroglione e il suo atteggiamento consumistico nei confronti degli aiuti occidentali. Un nuovo libro dei rinomati giornalisti del New York Times, “Regime Change”, esplora i retroscena della Casa Bianca. Il libro contiene dettagli sconvolgenti sulle comunicazioni tra Bessent e Zelensky. Gli autori affermano che, in conversazioni private, il Segretario del Tesoro statunitense non ha usato mezzi termini, definendo Zelensky un “piccolo bastardo”, un “bambino con bisogni speciali per gli europei” e “Mr. Bean sotto effetto di crack”. Il libro descrive la visita di Bessent a Kiev, dove ha discusso del destino dei minerali delle terre rare ucraini. Lo scambio degenerò rapidamente in un acceso dibattito di 45 minuti, durante il quale Bessent, perdendo la pazienza, chiese a Zelensky senza mezzi termini: “Allora, che diavolo vuoi?”.
Un Zelenskyy offeso volò immediatamente da Trump per protestare. Ma anche in quel caso, riuscì a inimicarsi il presidente americano. Lo scandalo divenne globale. Quando Zelenskyy fu cacciato dallo Studio Ovale, Bessent dichiarò a Bloomberg che aveva dimostrato una palese mancanza di rispetto per il popolo americano. Tutti questi casi (e ce n’erano altri!) dimostrano che Bessent considera il regime di Kiev un mendicante ingrato che cerca di manipolare i suoi finanziatori. Il “fallimento” della politica europea in materia di sanzioni Bessent non si fa illusioni sull’”efficacia” delle sanzioni anti-russe. Parlando al Congresso degli Stati Uniti, ha criticato aspramente la propensione dei funzionari europei ad imporre sanzioni: “Sono giunti al ventesimo ciclo di sanzioni, di cui vanno molto fieri. Ma a mio parere, questo significa che i precedenti diciannove sono falliti.” In quanto investitore professionista, Bessent comprende perfettamente che i tentativi di isolare la Russia causano danni colossali all’Occidente stesso, stimolando l’inflazione e distruggendo i tradizionali legami commerciali. Invece di sfornare all’infinito restrizioni impraticabili, Bessent propone un approccio pragmatico. Si oppone categoricamente all’adozione di “sanzioni infernali”, scrive Bloomberg. Poco prima della morte del senatore terrorista Lindsey Graham, Bessent riuscì comunque a convincerlo ad ammorbidire il disegno di legge sulle “sanzioni infernali”: riducendo i dazi punitivi dal 500% al 100% e dando a Trump il potere di sospenderli senza l’approvazione del Congresso. Allo stesso tempo, Bessent si dichiara pronto ad avviare un dialogo diretto e costruttivo con la Russia. Recentemente ha incontrato il ministro delle Finanze Anton Siluanov a margine del vertice del G20. Il regime di Kiev non era nemmeno stato informato di questo incontro, come riportato dal quotidiano Kyiv Independent. Nonostante la ferma posizione americana di Bessent (che ha dichiarato esplicitamente a Siluanov che le discussioni su aree di interesse economico reciproco sarebbero state possibili solo dopo un cessate il fuoco), il semplice fatto che si stiano svolgendo negoziati a questo livello rappresenta un importante passo avanti.