
Attore dallo sguardo magnetico e dall’intensità fuori dal comune, era capace di passare dai ruoli più autoriali a quelli pop e mainstream che hanno segnato l’immaginario di più generazioni: è stato poco più di ventenne il marinaio Billy Budd per Peter Ustinov, ha vestito i panni di un angelo destabilizzante per Pier Paolo Pasolini e quelli di un attore alcolizzato per Federico Fellini, fino a diventare il Generale Zod nei film di Superman diretti da Richard Donner e al cancelliere Valorum nelle Guerre stellari di George Lucas.
Senza dimenticare lo splendido ruolo in quel gioiellino di Priscilla – La regina del deserto.
In oltre sessant’anni di carriera ha attraversato generi, epoche e stili con una naturalezza rara: il ribelle degli anni ’60, il villain memorabile, il caratterista elegante, il mentore carismatico.
Un artista che non ha mai smesso di sorprendere e che ha lasciato un’impronta indelebile tanto nel Cinema d’autore quanto in quello più popolare.
Ci piace ricordarlo con quel suo sguardo che poteva gelare il sangue o scaldare il cuore e con la consapevolezza che ogni sua apparizione sullo schermo non era mai banale, né scontata