
Nel 2025 il nostro Paese destinerà 289 miliardi di euro alle pensioni. Una cifra che rappresenta il 15,3% di tutto quello che l’Italia produce in un anno.
I numeri dell’INPS parlano chiaro: per ogni 100 lavoratori attivi, ci sono 76 pensionati da mantenere. È uno dei rapporti più alti d’Europa, frutto dell’invecchiamento della popolazione e delle rigidità del mercato del lavoro.
Ma ecco il paradosso generazionale.
Mentre il sistema pensionistico pubblico assorbe risorse enormi, solo 1 giovane italiano su 3 investe in azioni, ETF o altri strumenti finanziari dinamici. Gli altri preferiscono il “mattone”: la casa di famiglia come unica forma di risparmio e rendimento futuro.
Le famiglie italiane tramandano questa cultura da generazioni. La casa come sicurezza, i mercati finanziari come rischio da evitare.
Le previsioni per il 2040 sono ancora più preoccupanti: la spesa pensionistica salirà al 17,1% del PIL. Un peso crescente su un’economia che fatica a crescere come il resto d’Europa.
In Germania e Francia i giovani diversificano di più i loro investimenti. In Italia restiamo ancorati al mattone, in un sistema che diventa sempre più insostenibile.
Un Paese che spende quasi un sesto della sua ricchezza per pagare le pensioni, mentre i giovani evitano gli strumenti che potrebbero garantire loro un futuro finanziario più solido.
La contraddizione è evidente: più il sistema pubblico si indebolisce, più i giovani si rifugiano in scelte conservative invece di costruire alternative.
Quel che non sapevi, in breve
L’Italia destina 289 miliardi alle pensioni, il 15,3% di tutto quello che produce
Solo 1 giovane su 3 investe in azioni, preferiscono comprare casa
Nel 2040 la spesa pensionistica salirà al 17,1% del PIL