
La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che Mosca sarebbe pronta a siglare un patto di non aggressione reciproca con i Paesi della NATO e con l’Unione Europea, formalizzando questi impegni in un documento giuridicamente vincolante da concordare nei negoziati.
Secondo quanto affermato da Zakharova, la proposta rientrerebbe nella “logica” dell’approccio russo alle relazioni internazionali, con l’obiettivo dichiarato di escludere ogni piano aggressivo nei confronti dell’Alleanza Atlantica e dell’UE su base reciproca.
Questa mossa arriva in un momento in cui, sullo sfondo della guerra in Ucraina, le relazioni tra Mosca e l’Occidente sono estremamente tese, con estensioni di sanzioni economiche da parte dell’UE e negoziati di pace che procedono faticosamente con il coinvolgimento degli Stati Uniti e altri mediatori.
Tuttavia, la proposta ha suscitato reazioni contrastanti: mentre il Cremlino insiste che si tratterebbe di un passo verso la stabilità, critici e osservatori internazionali notano che simili accordi, nel passato, non hanno sempre impedito future aggressioni, richiamando alla mente storici esempi come il Patto di non aggressione Molotov-von Ribbentrop tra Germania e Unione Sovietica nel 1939, successivamente violato dall’invasione tedesca del 1941.
Inoltre, alcuni commentatori evidenziano che, nonostante le affermazioni di Mosca, la NATO e l’UE non vedono cambiamenti sostanziali nella situazione di fatto: l’Alleanza continua a considerare la Russia una minaccia significativa alla sicurezza euro-atlantica e non ha modificato la sua strategia difensiva, mentre prosegue nel sostenere l’Ucraina.