
La Spagna ha deciso di non consentire l’uso dei propri porti e del proprio spazio aereo a navi che trasportano armi o carburante militare destinati a Israele. È una linea politica che il governo di Pedro Sánchez sta portando avanti con fermezza — e che ha già provocato una reazione molto dura da parte degli Stati Uniti.
Secondo quanto confermato dalla Commissione Federale Marittima statunitense, nel novembre 2024 tre navi battenti bandiera americana — Maersk Denver, Maersk Nysted e Maersk Seletar — non hanno potuto attraccare nel porto di Algeciras. Si tratta di imbarcazioni che operano all’interno del programma logistico del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.
Washington ha risposto avviando un’indagine ufficiale e valutando misure di ritorsione, tra cui la possibilità di vietare l’accesso ai porti americani alle navi spagnole. Le sanzioni economiche ipotizzate potrebbero arrivare fino a circa 2,3 milioni di dollari per singolo viaggio.
Madrid motiva la scelta con ragioni politiche e umanitarie legate al conflitto a Gaza: non intende partecipare, nemmeno indirettamente, alla catena di approvvigionamento militare verso la regione. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares aveva già espresso questa posizione in modo esplicito quando, mesi prima, fu fermata una nave danese che trasportava armamenti diretti a Israele.
La vicenda sta creando frizioni tra due Paesi alleati nella NATO. Gli Stati Uniti parlano di una politica discriminatoria, mentre la Spagna ribadisce che si tratta di una decisione sovrana, coerente con la propria linea diplomatica e umanitaria.
Per ora non è stata presa alcuna decisione definitiva: la Commissione Federale Marittima ha aperto un periodo di consultazione pubblica di 60 giorni prima di stabilire eventuali provvedimenti concreti.