
Parlano di Chavez e non sanno neppure chi fosse, cosa abbia fatto. È curioso che chi ha sostenuto e ancora sostiene i massacratori di 70.000 persone, parli di democrazia e di dittature. È curioso che parlino di fame e di povertà Meloni e la sua “colta” compagnia, i quali tolgono ai poveri per dare ai ricchi. Ma quando la faccia somiglia fortemente al fondoschiena e si è abituati a raccontare menzogne senza vergogna, non ci sono problemi. Per chi volesse informarsi, vi racconto Chavez.
I venezuelani per lungo tempo sono stati beneficiati dalle politiche sociali chaviste. Non è un segreto, anche se non viene detto dal mainstreem. E non si dice che il primo golpe contro Chavez, quello del 11 aprile del 2002, organizzato e finanziato dagli USA all’indomani della nazionalizzazione del petrolio venezuelano, capeggiato da Carmona, durò solo 47 ore perché ci fu una vera e propria sollevazione popolare. Perché Chavez fu molto amato dai venezuelani.
Quelli che parlano di orrore e miseria oggi, non conoscono ciò che era il Venezuela prima dell’avvento di Chavez. Quando era una colonia americana. Era un paese corrotto fino al midollo. Pur avendo ricchezze naturali enormi, era uno dei paesi più poveri del mondo. Il 5% dei venezuelani possedeva il 95% della ricchezza nazionale. Era un paese violentissimo e Caracas, la sua capitale era una delle città più insicure e violente al mondo.
Ci sono stato, quando, secondo le baggianate che stanno riempiendo i giornali e i tg fiancheggiatori di questa destra acefala, i venezuelani navigavano nell’oro ed erano belli, coraggiosi, robusti e simpaticoni. Negli hotel c’erano guardie armate su ogni piano. Gli “assalti” erano frequenti e colpivano perfino auto ferme al semaforo. C’era povertà. Assoluta povertà. Io fui ospite di un italiano ricchissimo. Viaggiavo per Caracas con lui, accompagnato da una scorta. Armata fino ai denti.
La gente sotto il livello di povertà assoluta rappresentava il 50% della popolazione. Nelle campagne ancora di più. Non esisteva la sanità pubblica, era un concetto astratto. La gente, nelle campagne, moriva a 40 a 50 anni per qualunque cosa, non avendo l’accesso a un medico. In quelle zone non esisteva prevenzione né profilassi. La maggioranza del popolo venezuelano era analfabeta o semianalfabeta. La scuola pubblica non funzionava ed era disertata dai poveri. Nessuno se ne preoccupava.
Era, d’altra parte, un panorama tipico dei paesi latinoamericani. Tenuti così, scientemente, dal neocolonialismo americano e dall’applicazione della dottrina Monroe. Chavez cambiò tutto. Dopo aver nazionalizzato le fonti di ricchezza venezuelana, pensò e applicò una forma di redistribuzione della ricchezza. Cercò di restituire alla sanità e alla educazione scolare lo status di diritto. Creò sussidi, tolse dalla strada centinaia di migliaia di ragazzi, tolse dalla povertà milioni di persone.
Diede una casa dignitosa (milioni di case), a chi viveva nelle discariche e si cibava di ciò che, in quelle discariche, trovava. Fu un esempio per tutta l’America Latina. Dietro di lui vennero: Correa in Ecuador, Evo Morales in Bolivia, Nestor Kirchner in Argentina, Lula in Brasile, Michelle Bachelet in Cile. L’economia di tutti quei paesi volò. Tutti insieme fermarono il tentativo neo-coloniale e volto a ristabilire il predominio statunitense voluto da Bush Jr, l’ALCA, una estensione del NAFTA. Un accordo di libero commercio che avrebbe impoverito l’intero continente a vantaggio dei produttori ed esportatori statunitensi.
Loro, con alla guida un determinato Chavez, lo rifiutarono. E lo fecero morire. Con l’impulso di Chavez si creò l’ALBA. Gli USA non potevano perdonare e non perdonarono. Correa, la succeditrice di Lula, Evo Morales, furono destituiti da golpes bianchi, con la collaborazione delle parti più legate a storici interessi di quei paesi. Ma è solo un esempio. Contro Chavez prima il golpe di Carmona, fallito per la rivolta della popolazione venezuelana. Poi una delle più infami, dure e cruente guerre economiche che la storia ricordi.
Chavez fu vittima di una malattia repentina quanto misteriosa. Amava il suo popolo e l’America Latina tutta. Era un patriota di quel continente e, come amava definirsi e definì la sua Repubblica, un “bolivariano”. Credo sia stato un grande uomo. E finché ha avuto la possibilità di gestione delle risorse, ha migliorato la qualità di vita del suo popolo. Nessuno può affermare il contrario senza mentire. Ha privilegiato i poveri e ha penalizzato le élites. Questo invece si può dire perché è vero. Il Venezuela di Chavez è stato un grande laboratorio di giustizia sociale.
Della guerra economica scatenata dagli USA è stato vittima il Venezuela tutto. La fame e la miseria vengono interamente da quella guerra economica. Gli USA prima hanno contribuito ad affamare il popolo Venezuelano e poi sono intervenuti con la scusa che quel popolo fosse tiranneggiato e avesse fame. Curioso vero? I rapporti della ONU sui diritti umani, dicono che la situazione si fosse deteriorata da 1O anni. L’embargo dura da anni 23.
Un’ultima cosa: invocare l’intervento di un paese straniero con le armi. Accettare come se nulla fosse un centinaio di morti, un attacco sul proprio territorio di soldati stranieri e gioire per questo, dà la cifra esatta di chi sia la Machado. Del suo patriottismo ma, soprattutto, di quanto abbia sempre voluto la pace. Che la smettessero di raccontare minchiate.