
Ecco il discorso di Jeffrey Sachs al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 5 gennaio 2026, in cui discute del progetto USA per il cambio di regime in Venezuela, che descrive come un’operazione continua durata più di due decenni, violando il diritto internazionale.
Signor Presidente,
La questione che oggi si presenta al Consiglio non riguarda il carattere del governo del Venezuela. La questione è se uno Stato membro – mediante la forza, la coercizione o lo strangolamento economico – abbia il diritto di determinare il futuro politico del Venezuela o di esercitare il controllo sui suoi affari.
Questa questione va direttamente all’Articolo 2(4) della Carta delle Nazioni Unite, che vieta la minaccia o l’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato.Il Consiglio deve decidere se tale divieto debba essere rispettato o abbandonato. Abbandonarlo comporterebbe conseguenze della massima gravità. Contesto storico: dal 1947, la politica estera degli Stati Uniti ha ripetutamente fatto ricorso alla forza, ad azioni segrete e a manipolazioni politiche per provocare cambi di regime in altri Paesi. Si tratta di un dato storico accuratamente documentato. Nel suo libro Covert Regime Change (2018), la politologa Lindsey O’Rourke documenta 70 tentativi di cambio di regime operati dagli Stati Uniti tra il 1947 e il 1989.
Queste pratiche non sono terminate con la Guerra Fredda. Dal 1989, le principali operazioni di cambio di regime condotte dagli Stati Uniti senza autorizzazione del Consiglio di Sicurezza includono, tra le più gravi: Iraq (2003), Libia (2011), Siria (dal 2011), Honduras (2009), Ucraina (2014) e Venezuela (dal 2002 in poi). I metodi utilizzati sono ben consolidati e documentati. Essi comprendono guerre aperte; operazioni di intelligence segrete; istigazione di disordini; sostegno a gruppi armati; manipolazione dei mass media e dei social media; corruzione di funzionari militari e civili; assassinii mirati; operazioni sotto falsa bandiera; e guerra economica volta a far collassare la vita civile. Queste misure sono illegali ai sensi della Carta delle Nazioni Unite e di solito provocano violenze prolungate, conflitti letali, instabilità politica e profonde sofferenze della popolazione civile.